CANTO FLEGREO

"Canto Flegreo" - Traccia audio della sonificazione dei dati geofisici

Transiente

I suoni estratti dal cratere della Solfatara di Pozzuoli hanno prodotto la seguente traccia musicale.

Per capire in dettaglio come viene arrangiato il brano si rimanda alla Guida all’ascolto.

E’ importante tenere sempre a mente che i tempi di ascolto sono stati dilatati di 1 milione di volte, rispetto ai reali tempi di registrazione dei dati geofisici, per cui nel seguito, ogni qualvolta si parlerà di secondi, dobbiamo tener conto che abbiamo invece a che fare con microsecondi.

La Figura allegata mostra il transiente (il voltaggio registrato dallo strumento geofisico) con l’asse dei tempi che riporta i valori in secondi, dopo la suddetta dilatazione: in realtà lo strumento ha registrato dati sino a circa 600 microsecondi, non 600 secondi. Per ognuno dei canali di ricezione è stata indicata la corrispondente nota musicale.

Si tenga conto che la prima metà del brano musicale fa sentire il percorso delle correnti indotte dalla superficie alla profondità massima di esplorazione (in questo caso circa 80 m), mentre la seconda metà mostra il tragitto inverso.

Sulla base del modello di resistività che abbiamo ricavato, possiamo associare le primissime note, sino a 10 secondi, allo strato piroclastico più superficiale, interessato da fratture e abbondanti manifestazioni gassose, di 8 m di spessore e resistività di circa 15 ohm-m: si tratta di una resistività bassa, che determina note squillanti. Va sottolineato che appena arriva il primo suono, il segnale è già sceso di circa 4-5 m. Le note associate a questo primo strato sono state indicate in verde.

Da qui in poi si nota un marcato cromatismo, legato al fatto che il segnale tende a decadere molto lentamente, per la presenza di un pacco decisamente conduttivo (4 ohm-m), assimilabile alle piroclastiti sature di acque termali. Gran parte del brano si sviluppa all’interno di questa formazione geologica, visto che le correnti indotte sono soggette ad un marcato rallentamento. Praticamente i suoni che si ascoltano sino ai 6 min e 18 sec sono prodotti da questo secondo strato, che è presente sino ai 31 m di profondità. Possiamo stimare una velocità di propagazione di circa 8 cm/microsecondo ovvero di 80 Km/s. Va sottolineato che dai 35 secondi le note tendono a disporsi su intervalli sempre più ampi, legati al fatto che il segnale viene campionato a tempi via via crescenti: come specificato nella Guida all’ascolto, per ottenere una buona ricezione, dobbiamo aumentare i tempi di ascolto. Le note provenienti da questo secondo strato sono indicate in azzurro.

Da qui e sino alla fine della prima parte, si verifica una brusca accelerazione nella propagazione in profondità delle correnti indotte, per la presenza di un substrato vulcanico leggermente più resistivo (14 ohm-m), tanto che, in soli 4 minuti percorrono circa 60 m (velocità di circa 18 cm/microsecondo = 180 Km/s). Le note, indicate in rosso, tendono a disporsi su intervalli più ampi (Do, La, Fa#, Re), descrivendo un imprevedibile accordo di Re7, che possiamo senz’altro associare al terzo strato vulcanico.

Si noti come, durante il tragitto di andata, le note siano progressivamente più rade e sempre più flebili, a causa del degradarsi del segnale.

E’ su questa base poi che i musicisti del Michele Villetti Quartet e Flavio Boltro hanno improvvisato realizzando il concerto Canto Flegreo.

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